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Gli orologi Hamilton sono nati negli Stati Uniti nel 1892 e da allora sono diventati il simbolo dell’evoluzione del settore orologiero americano.
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Affermatasi sin dall’inizio come azienda all’avanguardia, Hamilton segna e spesso impone il ritmo dello stile di vita americana, riflettendone anche i più importanti momenti storici. In grado di vantare oltre un secolo di storia e tradizione, Hamilton si è imposta fra i principali marchi statunitensi, trasformandosi in una vera e propria istituzione nazionale.
Il primo evento di riconoscimento risale al periodo d’oro delle ferrovie, quando Hamilton fu selezionata per produrre orologi affidabili in grado di garantire efficienza e puntualità dei convogli. A questo scopo Hamilton creò degli orologi da taschino, che furono molto utili per
prevenire i numerosissimi incidenti ferroviari caratteristici dell’epoca.
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In un mondo che viaggia alla velocità di un impulso, in cui ogni azione sembra guidata da una macchina e in cui l’uomo stesso viene sostituito da circuiti elettronici e laser di ultima generazione, esiste ancora un mondo che viaggia ai ritmi naturali della vita e in cui l’uomo riesce a fare la sua indiscussa differenza. Grazie a questo ancora oggi è garantita la creazione di opere uniche frutto di sapienza, manualità e risultato di tanta esperienza e passione che si tramandano di generazione in generazione.
Una parte di questa realtà è rappresentata dal comparto orafo e della gioielleria, due termini spesso confusi, ma ben differenziati.
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Sin dalla loro scoperta avvenuta migliaia di anni fa, le perle hanno catturato i nostri cuori e le nostre anime con la loro pura bellezza. La rarità di perle formatesi naturalmente ha dato nuovi spunti all’immaginazione, permettendo così di trovare nuovi metodi di coltivazione delle perle.
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Nel 1890 ebbe così inizio l’industria delle perle coltivate grazie agli studi di Kokichi Mikimoto, che riuscì a coltivare con successo le perle tonde nelle ostriche.
Nello stesso periodo lo scienziato francese Louis Boutan produsse le prime perle mabe (emisferiche) all’interno di un mollusco univalve chiamato abalone. Questa specie di mollusco presentò però grandi difficoltà di coltivazione e così la sua scoperta non ebbe seguito fino a un secolo più tardi.





