Martedì 25 Maggio 2010 , categoria: News Prodotti Rassegna stampa

BOITE D’OR: PERCHE’ SCEGLIERE IL RJC

Azienda produttrice di gioielleria dal 1978, titolare di due negozi al dettaglio, a Cuneo e a Limone, in Piemonte.

I punti vendita sono concessionari esclusivi delle più prestigiose marche italiane e straniere nel campo degli orologi e dei gioielli: da Bulgari a Chopard, da Tag Heuer a De Vecchi , dalla Scatola del Tempo a Breguet,  Blancpain e molti altri.

Membro del GIA Alumni, ha un proprio laboratorio gemmologico.

La Boite d’Or acquista così i diamanti e le gemme di colore dalle principali taglierie di New York, Anversa e Tel Aviv. Questo permette alla gioielleria di saltare i passaggi intermedi e di realizzare direttamente i propri gioielli all’interno dei propri laboratori orafi.

Boite D’Or è membro del Responsible Jewellery Council dal 2007. Abbiamo chiesto a Silvia Prandoni, co-titolare dell’azienda, di raccontarci cosa significa aderire al RJC.

 

1) L’iter di adesione e gli adempimenti necessari per diventare membri a tutti gli effetti del RJC cosa hanno richiesto da parte della vostra azienda?

Prima di entrare a far parte del RJC abbiamo dovuto analizzare seriamente tutti i nostri fornitori e la nostra filiera produttiva in modo da assicurare che le nostre gemme provenissero da zone “war free”e non andassero pertanto ad alimentare nessun tipo di conflitto, guerra o sfruttamento. Per certificare la provenienza dei diamanti abbiamo indagato sui nostri fornitori e abbiamo chiesto loro di certificare in fattura l’aderenza al Kimberley Process, che oggi rappresenta la miglior garanzia contro il mercato dei diamanti insanguinati. Sulle fatture che riceviamo pertanto dai nostri fornitori deve essere scritto che i diamanti sono conformi alle richieste del kimberley process, che è molto severo e puntuale nei controlli e ci permette così di essere tranquilli nel garantire una provenienza pulita delle nostre gemme. In caso di fornitori che si siano rifiutati di fornire questa certificazione abbiamo eliminato il loro contatto e non li consideriamo per nessuna ragione.

Allo stesso modo abbiamo cercato di fare la stessa cosa per quanto riguarda la filiera dell’oro e in questo caso abbiamo incontrato maggiori problemi soprattutto per quanto i marchi esterni rispetto alla nostra produzione orafa. Infatti abbiamo richiesto a tutti i produttori di gioielli e orologi di garantire la provenienza lecita dell’oro, ma in molti casi siamo ancora in attesa di un loro riscontro in merito.

Infine, abbiamo verificato la nostra conformità a tutti gli altri principi sanciti dal RJC, come la tutela dei diritti dei lavoratori, la salute e la sicurezza del posto di lavoro, smaltimento dei rifiuti, etc. In questo ambito è stato più semplice dal momento che siamo una piccola azienda e lavoriamo secondo principi etici e morali molto saldi e molto coerenti con i principi del RJC.

2) Cosa vi ha spinto ad aderire al RJC?

Il motivo principale che ci ha spinti a entrare nell’RJC è di cercare di contribuire alla creazione di un mercato pulito, eliminando il contrabbando o l’utilizzo improprio delle gemme e dei metalli preziosi in generale, che da una risorsa meravigliosa della natura rischiano di essere demonizzati. Questo perché lavoriamo in questo mondo prezioso da tanti anni e con grande passione ogni giorno cerchiamo di fare al meglio il nostro lavoro creando dei gioielli sempre diversi e unici nel rispetto del lavoro di tutti. Per questo motivo ogni qual volta sentiamo notizie negative sui diamanti, sul loro commercio illecito o sul contrabbando o sul loro utilizzo per alimentare guerre intestine restiamo molto delusi e c chiediamo cosa possiamo fare per evitare tutto questo e restituire la semplice bellezza naturale alle gemme preziose.

Ci rendiamo conto che ci sia necessità di maggiore professionalità e che spesso anche i nostri colleghi non sanno fornire risposte adeguate alle domande dei clienti che richiedono sempre maggiori garanzie non solo sulla qualità del prodotto, ma acnhe sulla provenienza. La Responsabilità sociale sta diventando un’esigenza a cui nessuno può sottrarsi.

 

3) Quali sono, secondo voi, i vantaggi principali dell’essere membri del RJC, come azienda e come punto vendita?

Ad oggi il RJC non è ancora molto conosciuto, ma parlare di questi temi e poter dire di essere membri di un concilio creato per garantire la filiera dei nostri prodotti e la tutela dei diritti umani è sicuramente un elemento che ci aiuta a distinguerci rispetto a molti dei nostri colleghi e ci fornisce uno strumento in più per aiutare il cliente a fidarsi di noi. Sicuramente infatti il mercato richiede una maggiore attività da parte delle aziende e sempre più richiede garanzie e tutele su quello che acquistano. Inoltre, anche chi non è comunemente sensibile o attento a notizie di questo genere può essere riportato all’attenzione e diventare un ancora più efficace veicolo verso la creazione di un mercato più pulito. Infatti riteniamo che siano le aziende ad influenzare primariamente il mercato, ma anche i clienti con le loro richieste possono fare molto e possono discriminare un atteggiamento più o meno coretto e trasparente di un’azienda qualsiasi articolo essa tratti. 

Noi come azienda cerchiamo pertanto di dare un segnale e di attrarre così l’attenzione ei nostri clienti fornendo loro uno strumento di guida verso un acquisto lecito.

Riteniamo che questo porterà un vantaggio a noi come azienda, sperando di essere premiati e di far parlare in modo positivo e propositivo di questi temi, invece di criticare sempre e solo senza proporre un mezzo di difesa.

Infine, un grande vantaggio per noi è rappresentato dalla semplice presa di coscienza di poter  continuare a fare il nostro lavoro nel rispetto degli stessi principi etici e morali che hanno ispirato la nostra fondazione nel 1978.

 

4) In che modo comunicate la vostra appartenenza al RJC a clienti e fornitori?

Ogni giorno all’interno del nostro negozio comunichiamo durante le nostre vendite la nostra aderenza al concilio e cerchiamo di spiegare sinteticamente lo scopo del concilio e il perché abbiamo deciso di diventarne membri. Inoltre, al termine di molte trattative lasciamo una busta al nostro cliente all’interno della quale inseriamo una tabella dei diamanti con le regole per una corretta scelta e una lettera che certifica la provenienza delle nostre gemme per una scelta più consapevole. Molti sono tornati proprio perché colpiti da questa comunicazione forse un po’ insolita, ma forse proprio per questo efficace.

Allo stesso modo comunichiamo la nostra membership al concilio attraverso il nostro catalogo prodotti: un vero e proprio libro di immagini delle nostre creazioni e di alcune selezioni di marchi da noi distribuiti. Questo catalogo è creato una volta all’anno e spedito direttamente a casa dei nostri clienti italiani e stranieri, grazie al nostro database creato in tanti anni e continuamente aggiornato.

Non perdiamo occasione per parlare di questa iniziativa e speriamo di poter fare di più portando la comunicazione anche all’interno di alcune scuole superiori dove si affrontano temi legati al mondo minerale. Questo sarà il prossimo step sperando di incontrare anche l’interesse dei più giovani e di farli avvicinare di più al nostro mondo prezioso che spesso viene vissuto con diffidenza e distacco.

Per quanto riguarda i fornitori, tutti ormai sono a conoscenza della nostra partecipazione al concilio perché richiediamo sempre loro di fornirci le necessarie documentazioni per garantirci il controllo della filiera e anche il loro modo di lavorare al fine di tutelare anche i lavoratori che prestano la loro opera nelle aziende con cui collaboriamo.