L'emozione, l'arte, il sogno, il colore: un anello racchiude nel suo cuore, nascosto sotto la pietra, una storia. La raccontano le collezioni Venezia e Alhambra esposte fino a domenica alla gioielleria Boite d'or di Limone e dal 22 al 27 febbraio nella sede di Cuneo, in Corso Nizza 18. Sono nate dall'incontro di due giovani designer: il romano Alessio Boschi e il cuneese Alberto Prandoni. Anelli, collier, orecchini esprimono lo stesso pensiero creativo: sono pezzi unici che l'intuizione di un momento speciale ha prodotto e che attraverso il rigore del disegno e l'abilità della realizzazione artigianale sono diventati realtà.
I loro nomi evocano luoghi e atmosfere: l'anello Cariatidi, della serie Historica, è composto da quattro figure femminili riprese dal celebre Portico delle Cariatidi dell'acropoli di Atene. Le piccole sculture sorreggono la pietra sfaccettata, circondata da una sottile fila di diamanti. L'anello Venezia ricorda le acque della laguna: ai due lati della montatura due piccole porticine in zaffiri si aprono per rivelare i loro segreti: due minuscoli anelli, uno decorato da una perla e l'altro di diamanti. All'interno un arabesco in oro rosa ricorda l'influenza araba, così presente nella città dei Dogi. Casanova non è lontano e il suo spirito, racconta Boschi, l'ha incontrato in un raffinato salotto durante un soggiorno veneziano. E ancora: l'anello Lucrezia si ispira nel cesello che sorregge una grande perla australiana alla nobildonna rinascimentale e alla terribile storia di veleni con cui assassinò i suoi mariti. Ecco allora un piccolo teschio in oro rosa apparire all'interno di una coppa che si rivela sollevando la perla, come fosse un coperchio. Alessio Boschi, che arriva nella "Granda" dall'Australia dove ora vive, racconterà ai clienti come sono nati questi monili: c'è forte, nei suoi discorsi, l'attenzione al mondo femminile per il quale crea i suoi gioielli. Oltre a quelli che si ammirano in mostra, altri sono il frutto del dialogo con il cliente. "Quando entro in contatto con una donna - spiega - cerco di cogliere le sue passioni, i suoi pensieri e i suoi colori e poi li esprimo attraverso il mio linguaggio. Possiamo parlare per ore. Spesso quel suo mondo interiore è segreto e io lo conservo, raccontandolo nei recessi dell'anello, nella galleria interna che si rivela solo quando lo sfila. Per questo uso un metallo diverso, così come scelgo il colore della pietra per dare luce a quei pensieri". Boschi, artista apprezzato a livello internazionale, nominato nel 2009 miglior designer italiano dell'anno (ha ricevuto l'UK Jewellery Award) è un "free lance" che mette la sua creatività al servizio di chi sposa il suo modo di interpretare il gioiello. E' stata questa condivisione con Alberto Prandoni, che tante volte nelle sue collezioni ha usato il colore, a far crescere il sodalizio con gli straordinari risultati che potranno ammirare i visitatori. Da viaggiatore instancabile, il designer romano ha rubato immagini ai luoghi che ha attraversato e le ha trasformate in preziosa galleria di monili, "intriganti" perchè l'aspetto non riesce a dire tutto: bisogna conoscerli, indossarli, farli parlare, forse anche giocare. Piccoli particolari si aprono, si chiudono, a volte consentono di realizzare varianti, come orecchini che diventano spille o ciondoli, collane che diventano bracciali. Sono pezzi che attendono di incontrare chi li indosserà, perchè solo allora si riveleranno per davvero. La mostra sarà aperta sia a Limone, sia a Cuneo, anche la domenica con orario rispettivamente dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30; dalle 9 alle 12, 30 e dalle 15,30 alle 19,30.
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